Serra cade dall’Amaca.
Tutta colpa del monologo Grillino



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Scopro da FB questo articolo di Michele Serra  e mi dico “Caro Michele, questa volta una bella caduta dall’Amaca non te la nega nessuno”.
Certo che non andare in TV gli procurerà una perdita di voti, ma la sua e' chiara una scelta di posizionamento. Non ci dici proprio nulla di nuovo. Soprattutto se i tuoi lettori sono i normali elettori del tuo articolo.

La politica dopo tutto e' marketing e Grillo ha deciso di posizionarsi su un canale preciso, vendibile come "di nicchia", ma ormai con il potenziale della TV, perché decuplicato dallo sharing dei milioni di profili fb, tw e di qualsiasi social. La differenza e’ che qui non c’e’ bisogno di deduplica: 1 profilo = un elettore. Non serve alcun centro media che calcoli indici di affinità.

Grillo ha semplicemente preso Porter e lo ha applicato alla politica. C'e' chi si posiziona sul prezzo e chi si differenzia: lui ha scelto la differenziazione, una differenziazione chiaramente subdola, al pari di qualsiasi brand che si posiziona in alto mirando alle masse incolte.
Lo fa l'estremismo di Apple, che rifiuta maniacalmente di scendere a ogni tipo di compromesso, lo fa lui che snobba la TV per fingere di schiacciare l’occhio agli internauti di cui parla Serra, ma che parla in realtà a chi dice di non voler pagare il canone perché stanco che i programmi facciano schifo e stanco del fatto che non ci siano più le mezze stagioni. E’ il qualunquismo imperante che alla fine, si, ha raggiunto anche internet.
L’esempio di Apple e’ assolutamente lampante (qualunquismo escluso ;p): i pezzi contingentati al lancio di un nuovo iPhone, quelli che fanno fare la fila nelle notti bianche per avere il sold out, equivalgono alla sua scelta di dire no alla TV per raggiungere il numero massimo di pezzi=voti. E' una “nicchia estesa” e tale  vuole rimanere. In fondo snaturerebbe completamente il suo “prodotto” se entrasse davvero in Parlamento come maggioranza, perché sarebbe costretto a smettere di essere il contestatore e inizierebbe a essere il contestato.

Detto ciò molti degli internauti di cui parla Serra sono troppo intelligenti per non aver capito la sua strategia: ci sono quelli che la accettano perché sanno di essere nel numero limitato dei suoi elettorie quelli che dicono no. Il dialogo in questo caso non centra. Grillo non ne ha bisogno, rischierebbe di perdere più voti di quanti ne guadagnerebbe dalla TV, o magari peggio, rischierebbe di guadagnarne troppi e di vincere una guerra che e’ troppo interessato a perdere.

Mi spiace dirlo: ma l'errore di Serra e' grave. Giudicare il web con gli strumenti della TV non funziona, soprattutto se chi giudica e’ un esperto di TV che poco ha capito de i meccanismi del web, e se il giudicato, come in questo caso,  e’ un esperto di web che e’ nato proprio dalla TV.

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