Era un sabato.
Ricordo che i
miei stavano per uscire e io stavo per scendere in cortile. Mi piaceva guardare
il telegiornale. L’ultima edizione straordinaria che ricordavo era dell’anno
prima, gennaio 1991.
Quella volta si parlava
di Iraq, questa volta di qualcosa che ancora non conoscevo, non capivo.
Mia madre aveva
la borsa in mano, ma si ferma, torna indietro. Capisco che quello che è
successo e’ tragico. Non e’ la solita bomba, non e’ una guerra come le altre,
ma non capisco cosa sia veramente.
Cosi lo chiedo
“Ma, scusa, cos’e’ la Mafia?”.
Io sono stata
fortunata perché allora i ragazzini di 11 anni potevano chiedere ai genitori
cos’e’ la Mafia. Ora quel che fanno e’ chiedere “Chi era Falcone?”. Non potrei
mai scrivere nulla che ricordi Falcone, non ne ho alcun diritto e soprattutto
non ne ho alcuna pretesa. Tutto ciò che so l’ho letto, studiato, visto
documentato in questi 20 anni. Lascio la parola a chi sa davvero cosa sia.
La differenza tra
me e i ragazzini di oggi, pero’, sta nel ricordo della sensazione di disorientamento di quel giorno,
dei mesi e degli anni che sono venuti a seguire,sta nelle bombe del 93 e di tutto
il resto.
E poi... Rimangono
le serie TV, il nostro autocompiacimento di fronte a quelle immagini che tanto
ci commuovono e la certezza che ci siano tante cose ancora non scritte e non
capite, ma poi tutto passa, ci basta guardare ancora una volta qualche fiction e
riascoltare quelle parole, ormai vecchie di 20 anni. Le ultime settimane di
maggio si riempiono di storie e di ricordi che poi dimentichiamo di nuovo.
Ricordare non
basta. Apriamo gli occhi.
Oggi non e’ il 23
maggio, ma il 10 di giugno. Prima che arrivi luglio e ricominci la prossima
fiction facciamoci qualche sana lettura.

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