Ci sono sere in cui non rimane che ricordare. Rimpiangere. Odiare la cecità per la sofferenza silenziosa di chi ha sfiorato le nostre vite, inconsapevole che le avrebbe cambiate per sempre.
L'albatros
Spesso,
per divertirsi, le ciurme
Catturano
degli albatri, grandi uccelli marini,
che
seguono, compagni di viaggio pigri,
il
veliero che scivola sugli amari abissi.
E
li
hanno appena deposti sul ponte,
che
questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
abbandonano
malinconicamente le grandi ali candide
come
remi ai loro fianchi.
Questo
alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
Lui,
poco fa così bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno
gli stuzzica il becco con la pipa,
un
altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
Il
poeta è come il principe delle nuvole
Che
abituato alla tempesta ride dell’arciere;
esiliato
sulla terra fra gli scherni,
non
riesce a camminare per le sue ali di gigante.
(C. Baudlaire, I fiori del male)
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