La bambina col cappotto rosso

Sono su un treno. Densita' di popolazione 1000 abitanti per centimetro quadrato.
Facce spente.
- Gina siediti qui che questo gentile signore ci lascia il posto.-
Una voce nasale, un po' stridula, inesorabilmente insopportabile. Anche l'aspetto non delude le aspettative.
Meta' carrozza si gira nella speranza di sbagliarsi. Ma niente da fare. E' sulla cinquantina, completo di lanetta color marroncino e cappottino con pellicciotto al collo, rigorosamente marrone. Capello rosso mogano, tintura dozzinale.
- Grazie eh? Vedi Gina che ce ne sono anche di buoni? Eh, si! Grazie eh!? -

Gina e il gruppo di mamme con prole al seguito si siedono. Ecco. Il monologo ha inizio. Un concerto di nomi di persone sconosciute. Per ognuna abbiamo nell'ordine nome, cognome, patronimico, albero genealogico, soprannome in dialetto lombardo-veneto con tanto di dubbia taduzione in lingua italica.
La prima di queste meravigliose storie narra di come il centro commerciale appena costruito sia dotato di ogni tipo di confort. Perfino della possibilità di pagare senza commessa. Cassa automatica direte voi. Eh no. Il sublime della storia è la sua capacià di elevarsi a esperienza mistica grazie alla presenza-assenza di ogni tipo di interazione umana.
E fino a qui nulla di strano. E' a tratti lirico lo stupore della provincia di fronte a ciò che mira a rovinare la sua sacrale integrità.
Gina non sembra però dare troppo peso alle parole della signora col capello rosso mogano.
Ha lo sguardo assorto.
Guarda dal finestrino e sorride mesta.
Ha lo sguardo di chi ormai non spera più. Di chi ha rinunciato e essere felice. Meglio la serenità della rassegnazione. La ragazzina al suo fianco le accarezza i capelli e ride. Agita la testa a ritmo di ipod fucsia. Gina la guarda protettiva. Il sorriso si fa di colpo rassicurante. Anche l'amica ha smesso di parlare, zittita dall'intimità di quel gesto. Solo un po' di pietà le esce dagli occhi.

Nel frattempo una bambina nel sedile accanto sembra sorridere. Il suo sorriso rivela lo sguardo incuriosito verso quel mondo nuovo. Inutile dire che per lei sarà solo piuù difficile trovare il suo posto qui, ma è bello che ci creda, anche solo fino all'istante in cui potrà scorgere la paura negli occhi di chi la guarda.

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