Rocambolante inizio di 2012

E cosi é iniziato anche quest’anno, con la solita frenesia nel trovare buoni propositi da rincorrere, consapevole che sarà impossibile realizzarli tutti. Il problema é che sono sempre troppi e troppo poco definiti e che grazie a una mia buffa sfumatura i buoni propositi sortiscono su di me lo stesso effetto delle Pringles alla Paprica: uno tira l’altro e non riesco proprio a smettere.

Difficile capire perché, so solo che quando cado nell’insensato tentativo di cambiare ciò che di me non mi piace per nulla cado nell’insensato errore di voler cambiare tutto.

Normalmente parto dal colore e dal taglio dei miei capelli, che vorrei nell’ordine sempre più corti e sempre più rossi, fino a pentirmi al punto di desiderarli lunghissimi, nell’infondata convinzione che questo possa in qualche modo incidere sul punto 2.

Il punto 2: cambiare radicalmente ciò che di me non riesco a sopportare, ovvero la mia goffaggine, a volte cosi buffa da essere davvero insopportabile o, almeno, sicuramente insopportabile per me. Certo bisogna ammettere che piace molto a chi ha la fortuna di imbattersi nei miei roteanti lanci di oggetti più o meno contundenti (dal portafoglio quando sono in coda in una triste e seriosa farmacia dell’hinterland milanese, al cellulare che si frantuma sempre ai piedi della scrivania sbagliata) o nei miei storici scivoloni da quei comodissimi tacchi 12 centimetri con cui attraverso orgogliosamente la hall della reception aziendale. Inspiegabile con un passato da modella amatoriale come me :D

E che dire del punto3? Smetterla con il mio nichilismo cognitivo in favore della personalità altrui, convinta che mettere continuamente in crisi le mie convinzioni sia il modo più nobile per attualizzare la a me cara prassi della diairesis e synagoghè platonica. Divedere e raccogliere fino ad avere una visione complessiva del mondo, secondo una visione ben lontana dal rigore Hegeliano che non sono mai riuscita a sopportare. Sulla diairesis diciamo che in qualche modo ci siamo, ma il vero dramma nasce con la synagoghè. Quando ti abitui a mettere in discussione tutto, la vera difficoltà sta nella sintesi. Questo é forse l’unico punto da cambiare davvero e il modo migliore per farlo è quello di iniziare a considerare gli altri un pochino più stupidi di quanto siano in realtà. Se lo facessimo tutti il mondo sarebbe forse un posto peggiore, ma almeno parzialmente scremato da molto fuffa intellettuale.

E, a proposito di fuffa intellettuale, niente é meglio del mio proposito numero 4: nell’ordine imparare una nuova lingua, approfondire le mie conoscenze di marketing, avanzare il mio livello avanzato di inglese, scoprire un nuovo autore e leggerne tutti i volumi, rispolverare la mia conoscenza del greco e del latino, rinchiudermi in qualche biblioteca per terminare l’edizione critica della cinquantina delle Novelle Porretane stampate dai Fratelli Gregori nel 1504 e fare un corso accelerato di finanza internazionale. Ovviamente inizierò ognuna di queste cose (i libri in spagnolo, quelli di marketing applicato a ogni tipo di mercato attualmente nella mia libreria e il proseguo della mia prima tesi di laurea ne sono la dimostrazione concreta). La parte difficile e’ portarle avanti tutte quante, quella divertente é essere veramente consapevoli della propria ignoranza, perché questo e’ l’unico modo per esserlo progressivamente un pochino meno.

Infine il buon proposito a me più caro: riuscire a trovare una fine al romanzo nascosto tra le cartelle sotterranee del mio portatile. Questo non é degno di avere un numero. Rimarrà uno degli obiettivi cross dei miei prossimi anni. E gli obiettivi, si sa, sono un’altra cosa, soprattutto a 30 anni fatti e finiti, quando inizi a pensare che é arrivato il momento di essere pronta e di smettere di dire “ci penserò quando sarà il momento”, perché il momento non arriva, sei tu che devi volerlo trovare.

Insomma, difficile quanto ci sia o ci faccia in queste righe, certo e’ che ho uno spassionato gusto per l’iperbole, che male si spiega vista la mia predilezione per la leptotes alessandrina (TAG tra i più usati in questo blog).
Sicuramente accorgermi che é piacevole leggere le mie debolezze cosi iperbolizzate mi conduce diretta a un’illuminante conclusione: se sono cosi piacevoli da leggere forse sono anche meno difficili da sopportare.

E se questo vale per le mie figuratevi per le vostre :D.
Ecco allora la mia prima buona synagoghè. Il vero buon proposito del 2012 é uno e solo: leggere la leggera piacevolezza delle nostre debolezze per capire che in fondo non siamo cosi male.




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