“Maaa, maaaa??? Perché piangi?”
“No Marta… Non sto piangendo… E’ solo l’allergia”….
Tra Marta e la madre c’è sempre stato questo tacito accordo:
“Io fingo di credere al fatto che tu finga di credere che credo a quello che dici e tu fai altrettanto”, modo contorto per essere sincere senza il bisogno di dire la verità… Forse perché basta uno sguardo per capire tutto?! No… semplicemente perché è molto più facile non essere costrette a tradurre verbalmente certe cose.
Lo stesso ora.
“Dai, smettila, che vuoi che sia? E’ solo per sei mesi e poi sarò continuamente scortata. E comunque sai che fa parte del mio lavoro.
“Ti ripeto che non sto piangendo. Solo a volte non capisco…”
“Cos’è che non capisci?”
“Prima te ne vai con a Londra, dici che il tuo futuro è lì. Che hai capito finalmente cosa vuoi fare da grande e proprio quando riesci a farti una posizione ecco che riparti per la Siria! Per la Siria!!!”
“Dai, lo sai come sono… Ho 33 anni e dovresti averlo capito. Poi scusa, Quando mai mi ricapita un’occasione del genere? Con una laurea in Scienze politiche e una specializzazione in Politiche del medio oriente cosa ti aspettavi?
“Se è per questo hai anche un master in finanza internzionale, una specializzazione in simbologia delle arti visive (che dimmi un po’ a che ti è servito?) E un anno di dottorato sociologia del marketing… che prima o poi mi spiegherai che cos’è….
“E’ da quando ho 11 anni che dico che voglio occuparmi di transazioni internazionali… sai
se poi mi interesso anche di arte, filologia romanza e storia del costume occidentale, qual è il problema?"
“Lo diceva la nonna…“
“No ti prego, non cominciare…“
“Sì invece che ricomincio… Ma scusa hai 33 anni ormai, non è il caso di pensare a metter su famiglia??“
“Lo sapevo.. che saremmo arrivate lì"
"Bè… vada per Claudio, che eri proprio giovane e con lui non ti vedevo, passi per Daniele, che a me piaceva tanto perché era un bravo ragazzo, passino Giorgio, Michele e Marco, che ti piacevano solo fino a quando non ti hanno messo un anello al dito… Poi va bè… Daniele2, Vittorio, Pierpaolo, Piergiacomo e Cristiano, che ti piacevano solo perchè non ne volevano proprio sapere di te!!! …ma adesso anche Fabio???
Sai che ho visto Carlo in questi giorni… si è lasciato con la sua ex… e non sai che mi chiede sempre di te? Lui sì che sarebbe perfetto…"
"Perfetto? Ma, ti prego… Lo sai che proprio non lo sopporto.. con quella sua famiglia bigotta e la sua mentalità da uomo primitivo! Anche no! Grazie"
“Ripeto… aveva ragione la nonna…”
“Sai che se parto lo faccio anche per lei…E per te… “
“Per me?... Sai...“
"Lo so… lo so.. lo so.. So tutto! E so benissimo che non è così… Che è esattamente quello che ho adesso che avresti voluto per me!!...”
Sapere, sapere, sapere…. Un attento analista direbbe che è questa la chiave di volta della vita di Marta. Sapere per diventare qualcuno, sapere per avere un futuro migliore, sapere per vivere una vita molto più complicata di quella che avrebbe vissuto se fosse rimasta all’oscuro di tutto… A che serve sapere che ogni ragionamento si basa su analisi e sintesi se non a mettere in discussione tutto?
“Forse è stata davvero colpa mia. Forse ti ho raccontato troppo. Dovevo stare zitta …" continuò Valentina. "Forse ho fatto il grande errore di avere troppa fiducia e stima in te, al punto di crederti capace di essere felice anche per me.
Ma io sono stata felice? Me lo chiedo spesso ultimamente. Certo, di rivincite ne abbiamo avute tante. Ma ne è valsa la pena?"
Valentina ebbe un sussulto. Poi il suo viso si oscurò di colpo e eclisso. I suoi pensieri la rapirono, di nuovo. Non sentiva nient'altro al di fuori della voce dei suoi pensieri...
E’ contro quell’ignoranza che combatto da sempre.
Da quando, ancora bambina, provavo a guardare la realtà con quegli occhi spenti e lontani. Mi immaginavo quel luogo irreale in cui ombre umane sono costrette a lasciarsi morire lentamente. A svegliarsi dimenticando il proprio nome. Non c’è più un passato, nessuna speranza di futuro, ma solo il nulla. Il vuoto più nero. Sentirsi meglio per non sentire dolore. Forse è questa la più terribile delle condanne.
La colpa è una sola: ritrovarsi “straniera” in un mondo che non capisce...
Solo una lacrima rimane a ricordare quei giorni. Ma lo sguardo rimane spento….
ho sempre pensato che il rapporto più complesso, difficile e articolato, fosse quello padre-figlio. Le aspettative dell'uno, la paura di deludere dell'altro, in un non-equilibrio in cui entrambi perderanno in partenza la loro partita. Davvero poco confortante.
RispondiEliminaUltimamente, però, ho iniziato a credere che il rapporto madre-figlia possa essere ancor più diabolico e auto-distruggente, per entrambe le parti.
Qui non si tratta di avere aspettative di conquista sul mondo da parte del genitore, ma pretese molto più subdole, molto più sottili e difficili da esplicitare a parole.
E' pur sempre una proiezione di qualcosa, in genere di cose negative (delusioni, aspettative inattese, speranze vane...) e questo difficilmente porterà a qualcosa di buono.
Per fortuna c'è (o dovrebbe esserci) il padre a compensare (o la madre, nel caso di padre-figlio)... Certo che se anche l'altro genitore contribuisce negativamente, non mi sorprende il sorgere di psicopatologie dolosose e strascicanti...
Mettiamola così: a parole siam bravi tutti, però sono felice di avere una figlia femmina e di averla desiderata proprio femmina... Dovrebbe salvarla dalla mia inettitudine di padre inesperto :)
Se poi vorrà andare a lavorare in Siria... beh, come dicevo a parole siam bravi tutti, ma una spintalerra a partire non gliela leverà nessuno...